Miloni di piccoli diamanti nella fiamma delle candele

La prima candela della storia risale a circa 2.200 anni fa. A quel tempo, i cinesi avevano già appreso come sfruttare il grasso di balena come combustibile, ma c’è un mistero che dura da allora: da cosa è composta nel dettaglio la fiamma di una candela?

Michael Faraday tentò di fornire una soluzione all’enigma con una serie di sei lezioni dal titolo “The Chemical History of a Candle”, la prima pubblicata nel 1861. Ma il livello tecnologico del tempo non consentiva di certo di analizzare a fondo la composizione della fiamma, anche se i risultati di Faraday furono più che apprezzabili.

Una risposta più completa ci viene data da Wuzong Zhou, professore di chimica dell’ Università di St. Andrews, come risultato di una sfida lanciata da un collega. “Un collega di un’altra università mi ha detto: ‘ovviamente nessuno sa da cosa sia composta la fiamma di una candela’” spiega Zhou. “Gli ho detto che credevo che la scienza avrebbe potuto spiegare ogni cosa, così ho deciso di svelare il mistero”.

Assistito dal suo studente Zixue Su, Zhou ha creato una nuova tecnica in grado di rimuovere particelle dal nucleo della fiamma di una candela, cosa mai effettuata in precedenza. E, con grossa sorpresa, ha scoperto che la fiamma contiene tutti i quattro allotropi (forme) di carbonio.

“E’ stata una sorpresa perchè ogni forma generalmente viene creata a partire da differenti condizioni”. Era giò noto da tempo che alla base della fiamma ci fossero molecole di idrocarburi che, durante la combustione, vengono convertite in anidride carbonica, ma come questo possa verificarsi è sempre rimasto un mistero.

All’interno della fiamma di una candela, quindi, è possibile trovare particelle di fullerene, molecole sferiche composte interamente di carbonio, oltre che grafite e carbonio amorfo. La quarta forma del carbonio, invece, è rappresentata da minuscole nanoparticelle di diamante, in quantità di milioni.

“Purtroppo le particelle di diamante vengono bruciate durante il processo, e convertite in anidride carbonica, ma questa ricerca cambierà per sempre il modo in cui consideriamo la fiamma di una candela”.

“Siamo stati elettrizzati dal sentire della scoperta di piccole particelle di diamante nella fiamma delle candele” dice Rosey Barnet, direttore artistico di una delle più grandi aziende scozzesi produttrici di candele. “Anche se non c’è ancora un modo per estrarre proficuamente queste particelle, rimane una scoperta eccitante e che potrebbe cambiare il modo in cui le persone vedono le candele. La ricerca dell’Università di St. Andrews sarà d’interesse per tutta l’industria delle candele”.

ditadifulmine.com

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