Lo strano caso dell’extraterrestre in via Po, a Torino

Per i torinesi e per chi visita Torino è un rito passeggiare sotto i portici della famosa via Po che unisce piazza Castello a piazza Vittorio Veneto. Via Po è ricchissima di storia e di storie alcune alquanto strane e curiose. Ci si può credere o meno, se ne può discutere ma, quella dell’extraterrestre di via Po, è una vicenda degna di nota almeno per due motivi: fece balzare Torino sulle cronache mondiali e contestualmente ci fu la testimonianza di un insolito avvistamento da parte di un pilota dell’Alitalia con tanto di tracciati radar su Caselle.

Il caso ebbe inizio nell’autunno del 1973…

A narrare la curiosa vicenda come testimone indiretto è il compianto giornalista e scrittore Renzo Rossotti che la descrive nel suo libro “Curiosità e misteri di Torino” pagine 75 – 77.

“Nell’autunno del 1973 – racconta nel suo libro Rossotti – una misteriosa organizzazione, il Sideral Intercontacs Centre (SIC) fece pervenire alle redazioni dei giornali messaggi in cui si parlava del grande maestro Absu Imaily Swandy che allora aveva 256 anni e ne allegava anche la foto. Absu, rivelava il SIC, atterrato a Torino con la sua astronave, sarebbe ripartito dai dintorni di San Maurizio Canavese, il successivo 30 novembre alle 18. Un appuntamento del grande vecchio con i giornalisti per una serie di appuntamenti andò a monte”.

Fin qui, nella stranezza, nulla di strano perché la storia era talmente strampalata da sembrare da subito a dir poco inverosimile.

Tuttavia la gente iniziava a sostenere di aver visto quello strano personaggio in giro per Torino (alto quasi due metri, imponente, occhi vivacissimi, capelli argentei lunghi e barba biblica), addirittura che fosse sceso da una Bentley nera con targa britannica e che Absu prediligesse passeggiare in via Po. La sua immagine aveva fatto il giro del mondo e la stampa americana iniziò a dire che Torino, magica e affollata di demoni, era diventata anche la capitale di misteriosi essere spaziali giunti a bordo di astronavi.

 

“La caccia all’extraterrestre – prosegue Renzo Rossotti – divenne un passatempo per molti. Era stato visto in via Po sotto i portici particolarmente nei pressi di via Rossini dove sembrava esserci la sede del SIC. Venne organizzata persino una battuta negli infernotti e la gran parte di coloro a cui veniva mostrata la foto di Absu pretendeva di averlo visto più volte. Alcuni giornali, fra cui Panorama, avevano già allora riprodotto la foto di Absu e un torinese telefonò alle redazioni dicendo di aver riconosciuto l’extraterrestre che era stato ospite a casa sua per una chiacchierata”.

Ma non è tutto e forse questa è la parte più interessante dello strano caso.

Come spiega Rossotti nel suo libro, alle 18:05 di venerdì 30 novembre (proprio la data e l’ora in cui Absu avrebbe dovuto ripartire da Torino) Giovanni Mezzelani, esperto pilota di Alitalia, si sentì domandare via radio dalla torre di controllo dell’aeroporto di Torino Caselle se per caso stesse vedendo anche lui un curioso oggetto luminoso che solcava il cielo della città. Mezzelani stava compiendo la manovra di atterraggio a bordo di un DC-9 a sei chilometri dall’aeroporto e a trecento metri di altezza. Il pilota alzò gli occhi e vide l’oggetto alla sua sinistra. Dichiarò poi in un’intervista a Panorama “Secondo me poteva essere qualunque cosa, anche un satellite, ma certo non avevo mai visto una luce simile e non so cosa sia”. I radar avevano registrato l’apparizione dell’oggetto. Mentre i giornali italiani ed esteri riprendevano l’episodio la Domenica del Corriere pubblicò foto a colori dell’oggetto osservato a Caselle.

E c’è dell’altro.

Scrive Renzo Rossotti“A Torino, nella sede del Circolo della Stampa, venne indetta una tavola rotonda con l’intervento di studiosi del fenomeno Ufo. Tre giorni prima del dibattito un comunicato del SIC annunciò che le cose non serie e i falsi profeti sarebbero stati cancellati con il fuoco. Arderà il Musinè. Mentre si teneva il dibattito al Circolo, la sera di venerdì 14 dicembre, il Musinè prese fuoco e le fiamme si alzarono attorno alla montagna sino a comporre un cerchio ben visibile a parecchi chilometri di distanza. I vigili del fuoco furono duramente impegnati per bloccare l’incendio”.

Dopo altre spiegazioni dello strano caso di Absu da parte dei cabalisti con ragionamenti ed astrazioni numeriche, i messaggi del SIC divennero sempre più rari e sembrava che la storia fosse finita quando, nel 1991 in piena Guerra del Golfo, Stampa Sera uscì con la notizia del ritorno dell’extraterrestre di via Po.

agendadiviaggio.com

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