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Tecnoutopia - un probabile futuro....

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Niente soldi, né tasse né proprietà privata: benvenuti a Tecnoutopia

articolo di Zoltan Istvan

Il futurologo e architetto Jacque Fresco si esprime per parabole. Quando rischia di perdere il filo del discorso, la sua compagna da 40 anni, Roxanne Meadows, interviene per riportarlo sul binario principale. Fresco ha da poco compiuto 100 anni ed è il futurologo-celebrità più anziano del mondo. La sua opera principale è il Venus Project, un Eden di quasi 85.000 mq in Florida, composto da edifici bianchi a forma di cupola che lui e la Meadows hanno costruito in più di 35 anni. Il santuario e centro di ricerca è il luogo in cui Fresco tiene dei seminari settimanali, che comprendono un tour di 10 edifici - alcuni pieni di centinaia di modelli di città futuristiche - che rinnovano la promessa di un mondo futuro basato sull'uguaglianza e la tecnologia.

La storia di come sono giunto a incontrare Fresco al Venus Project ha origine dalle tasse - cosa che odio e che spero che un giorno saranno eliminate del tutto. Neanche Fresco ama le tasse. Mentre facevo ricerca on-line sull'argomento, sono incappato nell'opera di questo futurologo: oltre 80 anni di saggi, conferenze, libri, documentari, modelli e progetti architettonici. Gran parte del lavoro di Fresco è basato sulla sua principale idea filosofica: un'economia basata sulle risorse, senza tasse, ma anche senza la proprietà o i soldi.

Più leggevo del lavoro e delle idee di Fresco e più ne restavo affascinato. Ecco un uomo con una visione non dissimile dalla mia. La tempistica del mio incontro con Fresco e la Meadows è stata fortuita. Mentre mi avvicinavo alla fine della mia campagna presidenziale americana volevo stilare i 20 punti del programma del partito Transumanista - non guardando solamente a 10-20 anni nel futuro, come ho sempre fatto, ma prendendo in esame anche quello che potrebbe e dovrebbe accadere tra 50 anni o anche nel prossimo secolo.

Epigenetica - Intervista a Bruce Lipton

bruce lipton

Intervista sui concetti di Epigenetica e DNA alla base del bestseller LA BIOLOGIA DELLE CREDENZE – Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula.

Durante il periodo in cui Bruce Lipton, Ph.D, lavorava come ricercatore e professore alla scuola di medicina, fece una sorprendente scoperta sui meccanismi biologici attraverso i quali le cellule ricevono ed elaborano le informazioni: infatti, piuttosto che controllarci, i nostri geni sono controllati, sono sotto il controllo di influenze ambientali al di fuori delle cellule, inclusi i pensieri e le nostre credenze.

Questo prova che non siamo degli “automi genetici” vittimizzati dalle eredità biologiche dei nostri antenati. Siamo, invece, i co-creatori della nostra vita e della nostra biologia. Lipton descrive questa nuova scienza, chiamata epigenetica, nel suo libro “The Biology of Belief: Unleashing the Power of Consciousness, Matter and Miracles” (N.d.T.: Biologia delle Credenze: Liberare il Potere della Consapevolezza, della Materia e dei Miracoli) (2005: Mountain of Love/Elite Books). Pieno di citazioni e riferimenti di altri scienziati che conducono, in tale campo, ricerche all’avanguardia, questo libro potrebbe, letteralmente, cambiare la vostra vita al suo livello più fondamentale.

Fino alla scoperta dell’epigenetica, si credeva che il nucleo di una cellula, contenente il DNA, fosse il “cervello” della cellula stessa, del tutto necessario per il suo funzionamento. Di fatto, come hanno scoperto Lipton ed altri, le cellule possono vivere e funzionare molto bene anche dopo che i loro nuclei siano stati asportati. Il vero “cervello” della cellula è la sua membrana, che reagisce e risponde alle influenze esterne, adattandosi dinamicamente ad un ambiente in perpetuo cambiamento. Che cosa significa questo per noi, quali collezioni di cellule chiamati esseri umani? Man mano che incrociamo le diverse influenze ambientali, siamo noi a suggerire ai nostri geni cosa fare, di solito inconsciamente. I carboidrati ci fanno ingrassare? Sì,se lo crediamo. Saremo amati, avremo successo nel lavoro, saremo ricchi? Se ci crediamo, lo saremo.

Lipton ci mostra anche come Darwin avesse torto. La competizione non è la base dell’evoluzione; non è la sopravvivenza del più forte che ci permette di sopravvivere e prosperare. Al contrario, dice, dovremmo leggere l’opera di Jean-Baptiste de Lamarck, che venne prima di Darwin e dimostrò che la cooperazione e la comunità sono la base della sopravvivenza. Immaginate se ciascuna dei vostri trilioni di cellule decidesse di farcela da sé, di combattere per essere la regina della collina piuttosto che cooperare con le cellule compagne. Per quanto sopravvivereste?

Autostrade e città come barriere coralline

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Autostrade e città come barriere coralline, la sorprendente storia di Brent Constantz, nella versione di Steven Johnson.

La storia di Calera è ancora in divenire. Rimane una questione aperta se le città del futuro saranno costruite sott'acqua tramite barriere coralline artificiali nutrite da scarichi industriali. Sembrava certamente fantasioso quando lo si descriveva in questi termini, ma non più di quanto potesse sembrare miliardi di anni fa l'idea di una Grande Barriera Corallina. La natura ha a lungo costruito le sue piattaforme riciclando le risorse disponibili, incluso lo scarto generato dagli organismi. Nell'immediato abbiamo in abbondanza due cose su questo pianeta: l'inquinamento e l'acqua del mare. Perché non provare a costruire le città da esse?

Se quello che dice Brent Constantz è vero, l'idea di una barriera corallina per il riciclo e per la costruzione di piattaforme finirà un giorno col trasformare gli insediamenti umani.

Terremoti - Le cause e le possibili soluzioni

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Ultimi Terremoti in Emilia e Nord Italia

La sismogenesi: un'analisi attenta dei vari scenari coinvolti, da quello geologico al tettonico fino al planetario.

Marisa Grande - 29/05/2012

ANALISI DELLO SCENARIO GEOLOGICO

 In Gennaio 2012 un terremoto di MA 5.4 colpì l'area del parmense, senza tuttavia provocare danni. Pochi giorni fa, però, il 20 maggio 2012 , l'energia sismica si è manifestata con maggiore intensità nella vicina area, compresa tra Modena Bologna e Ferrara, facendo registrare un movimento superficiale di MA 6.0, che ha provocato vittime e danni al patrimonio architettoniico dei luoghi.

Due punte di iceberg in un territorio colpito da frequenti movimenti sismici di minore entità, registrati solo dagli strumenti e quindi spesso non avvertiti dalle popolazioni.

Biciclette in fibra di bambù - forti, elastiche ed ecologiche

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La green bicycle high tech è una bicicletta che ha avuto un enorme successo in Nord America grazie al suo telaio realizzato in fibre di bambù. 51 milioni di fibre vengono lavorate in 40 ore di lavoro ottenendo un telaio con un elevato modulo di elasticità. A testimonia di questa caratteristica il fatto che queste fibre di bambù, a differenza della fibra in carbonio, consentono la progettazione di biciclette dalle forme più varie.

Ecco un curioso esempio:

La Storia della Luna, 4 miliardi di anni in 3 minuti

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La Luna così come la conosciamo oggi è molto diversa da com’era quattro miliardi di anni fa. Lo dimostra un video di tre minuti realizzato grazie ai dati raccolti dalla sonda 'LRO' della Nasa.

Siamo così abituati a guardarla con i suoi crateri, “monti, valli e mari” che non ci viene nemmeno da chiederci come e quando si sia formata. Tuttavia, la Nasa ha tentato di ricostruire la storia dei crateri della Luna attraverso l’analisi del materiale geologico analizzato dal team del Goddard Space Flight Center in occasone dei primi 1.000 giorni di attività del Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO). Una storia iniziata dopo la collisione di un planetoide dalle dimensioni simili a quelle di Marte con la Terra. Il materiale scaturito dall’impatto rimase in orbita intorno al pianeta finché, per effetto della forza gravitazionale, si riunì, formando la Luna.

La pietra che produce calore gratis

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IL PRODIGIO DELLA ZEOLITE

La zeolite è uno strano materiale. Basta spruzzarci sopra un po' d'acqua e immediatamente comincia a emanare calore. Arriva fino a 80 gradi, per poi asciugarsi e tornare rapidamente allo stato di partenza, pronta a surriscaldarsi di nuovo. Non per niente il suo nome significa "pietra che bolle". Si comporta così per il modo in cui è fatta, perché ha al proprio interno minuscole cavità che intrappolano le particelle d'acqua e, frenandole, fanno sì che l'energia che le molecole possiedono si trasformi in calore.

A scoprire questa singolare pietra, perché di una pietra di tratta, fu uno svedese, il mineralogista Axel Fredrik Cronstedt che alla metà del 1700 tra le altre cose scoprì il nichel, diede il nome al tungsteno e insomma era una celebrità all'epoca e nel suo campo. Anche se in realtà la cosa che lo scienziato notò fu il processo inverso: bastava scaldare la zeolite per farle emettere grandi quantità di vapore. Da allora, in molti si sono appassionati a studiare e capire questo tipo di minerali.

Il canto degli alberi

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L’immagine dell’albero è ben radicata nella fantasia umana come simbolo potente di vita in continua evoluzione, di rigenerazione, di saggezza. Parecchie pagine della letteratura, da quella religiosa (i Romani e i Celti avevano il culto degli alberi, cui attribuivano poteri sia fitoterapici sia di predizione del futuro e, anche nella religione cristiana, troviamo l’immagine dell’Albero della Vita o della Conoscenza, che cresceva nel giardino dell'Eden) a quella fantasy (come non ricordarsi di Barbalbero o Fangorn del Signore degli Anelli di Tolkien) hanno tentato di dare spoglie umane agli alberi, forse per rendere omaggio a questi colossi del tempo.

Ora gli alberi diventano anche protagonisti di un’incredibile installazione sonora creata da Bartholomäus Traubeck, graphic designer tedesco che ha deciso di far suonare gli alberi. L’istallazione si chiama Years e sfrutta il concetto di dendrocronologia, ossia il sistema di datazione che si basa sulla formazione annuale degli anelli del tronco degli alberi. Lo scopo di Years è quello di ricavare suono da dischi di tronco tramutati in veri e propri 33 giri, utilizzando un giradischi modificato solo ed esclusivamente nella puntina, sostituita da una telecamera in grado di trasformare le venature in note di pianoforte.

L'Universo delle cose in una fantastica applicazione in Flash

scale of the universe

Un sito per viaggiare dall'infinitamente piccolo all'infinitamente grande a colpi di mouse!

I designer Cary e Michael Huang hanno creato una cosa fantastica: una presentazione interattiva che illustra in maniera semplice e originale la «grandezza» dell’universo. Con «The Scale of the Universe 2», l’utente davanti al pc potrà viaggiare dall'infinitesimale all'infinito, dalle galassie ai microbi.

Quanto è grande un neutrino rispetto ad un atomo? La Torre Eiffel paragonata all’Everest? E Il sole confrontato con Saturno? Il progetto del 2010 «The scale of the Universe» (ora rivisitato e migliorato) unisce l'utile al dilettevole, il divertimento alla conoscenza. E cerca di dare una risposta (plausibile) al fatidico questito «Quanto è grande l’universo?». Come? In maniera molto semplice: il sito con l’animazione in Flash porta l’internauta dalle nebulose fino alle particelle sub-atomiche. Con pochi clic.

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