L'uomo che piantò il chiodo. Dalla devastazione alla riconciliazione.

luomo che pianto il chiodoCi sono note le storie di molti comprimari della crocefissione, ma chi mai ha raccontato la storia del boia che, duemila anni or sono, ebbe l'incarico di piantare i chiodi nella carne dell'uomo crocefisso?

L'Autore ce ne restituisce la biografia sconvolgente, recuperata nell'Akasha, la memoria eterica del pianeta. Ce ne descrive le vite successive, il lento evolversi da un senso di colpa devastante fino alla riconciliazione con se stesso, guidato dall'amore infinito dell'uomo di cui era stato il carnefice.

A mano a mano che la storia si dipana, ci chiediamo se siamo totalmente liberi quando agiamo o se ci sono eventi "necessari" che avrebbero comunque luogo, di cui siamo solo comparse, e se è possibile liberarci del peso di cui la vita a volte ci grava. La storia del boia di Gesù ci invita ad esplorare i ruoli di vittima e carnefice, e a superare i sensi di colpa.

 

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Recensione a cura di Sara Di Girolamo per inkroci.it

Se c’è un libro in grado di aprire realmente i cuori e le menti, e di guidarci verso una nuova direzione nella nostra vita, questo è L’Uomo che piantò il chiodo, di Daniel Meurois-Givaudan. Questa è l’incredibile e toccante (auto)biografia di Nathanaël -  l’uomo che fu scelto per piantare i chiodi sulla croce di Gesù Cristo - che l’autore ha recuperato nell’Akasha, la memoria eterica del pianeta. Questo non è un libro religioso, ma piuttosto la storia di un’evoluzione, di una crescita e di lezioni imparate.

Daniel Meurois-Givaudan, autore e terapeuta noto per le sue esperienze fuori dal corpo e letture nell’Akasha, è venuto in contatto con l’anima di Nathanaël che gli ha permesso di scoprire e rivelare al mondo il significato importante della sua evoluzione (e quindi, più in generale, dell’evoluzione umana). L’autore ha scelto di scrivere il libro in prima persona, così da creare un senso di intimità e familiarità con il lettore, scelta che funziona perfettamente.

Questo è un libro da leggere con il cuore e non con la mente, sebbene vi farà riflettere molto. Il suo messaggio raggiungerà e sarà sentito da chi è pronto ad aprirsi e ad essere completamente onesto con se stesso. Soltanto quando ci prendiamo la piena responsabilità per quello che ci succede e amiamo e perdoniamo noi stessi, possiamo guarire ed essere felici.

Nathanaël nacque in un piccolo villaggio della Giudea, ai tempi dell’Imperatore Tiberio. Figlio di uno scalpellino e membro di una famiglia numerosa, nacque storpio e questo aspetto lo tormentò per tutta la vita, facendolo sentire inutile e un abominio.

Alla morte dei suoi genitori, cominciò a fare dei lavoretti qua e là per sopravvivere, fino a quando un giorno i romani lo assunsero per fissare i condannati alla croce.

Chi avrebbe potuto immaginare che sarebbe stato lui a inchiodare Gesù alla croce? Nathanaël aveva sentito delle voci su quest’uomo che tutti chiamavano “rabbi”, ma non vi aveva mai dato importanza. Eppure, ai piedi della croce, quest’uomo gli sorride e, con la più dolce delle voci, esclama: “Dunque sei tu, Nathanaël?”

La voce e il sorriso di quest’uomo sono troppo da reggere, e Nathanaël non riesce a portare a termine il suo lavoro.

Da quel giorno, Nathanaël vive nel tormento di ciò che ha fatto, inizia a vagare, incontra diverse persone – incluso l’apostolo Giovanni, che appare come il più dolce e saggio degli uomini - e vive esperienze che influenzeranno grandemente la sua vita presente e le successive.

Non posso dire di più, per non rovinare la lettura, molte cose accadono in questo libro e sono tutte talmente significanti e toccanti che devono essere “vissute” individualmente dai lettori, ma voglio condividere alcune piccole citazioni di questa lettura meravigliosa:

“Sta’ a sentire… C’è gente che passa la vita a rifiutare di varcare le porte che gli si spalancano davanti. Costoro non sentono perché non vogliono sentire… Per il solo fatto che sentire richiede coraggio, capisci? La vita ci parla in continuazione, Nathanaël. Non c’è essere umano cui essa non invii un segno dopo l’altro, per mostrargli da che parte andare… Oppure, da che parte sarebbe meglio che non andasse. A certuni parla più forte che ad altri. Forse tu sei tra questi… Ma non posso credere che tu sia fra quelli che hanno deciso di non darle ascolto, e di volgere le spalle a tutti i suoi doni. Non vedi che tutto ti ha condotto qui, oggi, e non altrove? ”

“L’Eterno non possiede alcuna volontà di castigare per mezzo della vita che riceviamo in dono. Punire, vendicarsi, espiare… sono solo parole umane, Nathanaël!’E le parole non sono la realtà, ma quanto, di essa, desideriamo credere; e poi, si finisce per renderla tale! Se vuoi assolutamente essere punito per qualcosa, allora stai pur tranquillo che così sarà… Ma sarai tua inventarti la sanzione, e ad alimentarla nella testa e nel cuore.”

“Puoi continuare a lamentarti, e a tessere la trama delle tue disillusioni; puoi lasciare questo mondo domani  mattina, decidendo di covare la tua acrimonia fino lla prossima maschera di cui potrai disporre… oppure, invece, puoi dire di sì ad ogni istante che ti si presenta.”

Sia che crediate o meno nella reincarnazione e in esperienze fuori dal corpo, questo libro scritto meravigliosamente si legge come un romanzo e trasmette molti preziosi e toccanti messaggi che potrebbero cambiare la vita di chi è disposto ad aprire il cuore e la mente.

La domanda principale che qui si pone è: “Chi è vittima di chi?”

Nathanaël vive una vita miserabile, credendo che essa sia stata ingiusta con lui e di non meritare di essere felice, ma al contempo è molto passivo e pieno di giudizio verso gli altri. Anche quando potrebbe fare qualcosa che potrebbe cambiare il corso degli eventi, o quando le persone gli dimostrano amore e compassione, egli chiude il cuore.

Durante il suo percorso si renderà conto che è stato lui a rendere la propria vita quella che è, che è stato lui stesso a decidere di vivere in quel modo… quindi chi è la vera vittima? E chi il carnefice?

La nostra anima è qui per imparare ed evolvere, quindi tutto quello che ci accade serve quello scopo, anche quando non ce ne rendiamo conto (il che capita la maggior parte delle volte).

E’ più facile incolpare la vita e gli altri quando le cose non vanno come – consciamente * – ci aspettiamo, ma dietro le nostre aspettative spesso si nascondono paura, sfiducia, auto-svalutazione e senso di perpetua mancanza. Sprechiamo spesso la nostra vita correndo dietro a “di più” piuttosto che apprezzare quello che abbiamo e viverlo al meglio: “Quando lasci andare le tue aspettative su una persona, una situazione, un luogo, o una cosa, è più facile essere presente in questo momento perché non stai più correndo dietro a quello dopo. La maggior parte delle persone desidera ottenere quello che vuole, ma il segreto è volere quello che hai in questo momento.” (Eckart Tolle)

Questo libro è una grande occasione per riflettere e guardare dentro noi stessi, per iniziare a vivere la vita attraverso una nuova prospettiva, perché quando tutto ha senso – ed è così, perché tutto accade per una ragione come la storia di Nathanaël  mostra egregiamente – la nostra vita diventa più significativa.

 

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