bishnoiC’è sempre da imparare…

I precursori indiani degli ecologisti, pronti a morire per salvare un’albero. Si fecero massacrare abbracciati alle loro piante. Ancor oggi sono martiri di chi fa violenza alla Natura. Hanno regole severe di disciplina vegetariana e ambientalista: evitano persin0 di scavare per non rischiare di schiacciare lombrichi e insetti. Viaggio tra i Bishnoi, un popolo di sei milioni di guardiani della Terra.

Il sole non è ancora sorto oltre le basse dune già visibili all’orizzonte. Una luce intensa tra il rosa e il viola proietta al centro della pianura l’ombra dei solitari alberi di khejadi, alti come tre uomini. Sembrano sentinelle in allerta tra i cespugli di questo angolo del deserto di Thar, regno dei Bishnoi. A mezz’ora dall’antica città di Jodhpur, nella sua linda casa di mattoni con larghe stanze ariose e una veranda all’aperto, Shri Dholaram Beniwal si è già lavato da capo a piedi e prega a testa coperta per qualche minuto Lord Vishnu e Jambaji Bhagawan, incarnazione del Dio hindu che fondò la sua sètta cinque secoli fa.

Davanti alle immagini sacre e a una candela simbolo del fuoco, dove si dice riflessa l’essenza del Guru, Dholaram ripete alcuni dei 29 Comandamenti che danno il nome alla tribù Bishnoi. Bish (venti) e noi (nove), tante quante furono le rigide prescrizioni fissate nel XVI secolo dal guru Jambeshwar per preservare la vita dei discepoli, degli altri uomini, degli animali e delle piante. Jambeshwar non solo impose di difendere e mantenere puri il corpo e l’ambiente, ma attraverso preghiera e azioni positive insegnò a eliminare dalla mente ogni carico inutile, frutto dell’avidità e del desiderio di possedere i oltre il minimo per il fabbisogno. Da allora il suo panth, la comunità dei devoti che conta attualmente sei milioni di stretti vegetariani disseminati tra il Rajasthan e le regioni limitrofe, è entrato di diritto tra le leggende del subcontinente.

Oggi in India i Guardiani della Terra sono la più ammirata, ma anche la più i temuta, tribù dell’Asia. Temuta da cacciatori, organizzatori di safari e loro ricchi clienti, commercianti di legno e speculatori edili, perfino politici che hanno bisogno dei loro voti, il sacrificio di una donna chiamata Amrita Devi e di altri 362 Bishnoi morti tre secoli fa abbracciando i rari alberi di khejadi per salvarli dai boscaioli del Maharaja di Jodhpur, ispirò e diede perfino il nome – Chipko, parola sanscrita traducibile con “abbracciare” – a un i celebre movimento di attivisti gandhiani i nel Nord dell’India. Lo guidarono negli i anni 70 e 80 figure carismatiche come Sundarlal Bahuguna che riuscirono a salvare coi loro corpi abbarbicati ai tronchi migliaia di ettari di verdi foreste dell’Himalaya minacciate dalle motoseghe. “Bahuguna una volta venne qui” racconta Shri Dolji Khawa, sarpanch (capo del i villaggio) di Guda Bishnoia “e ci disse i esplicitamente che il nostro Guru aveva spiegato cinquecento anni fa ciò che il mondo sta cominciando a capire adesso”.

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red canzian vegano

Articolo di Red Canzian

Se avete voglia, vorrei provare a spiegarvi senza imposizioni... Vorrei raccontarvi le cose che ho capito e che purtroppo... sono 'incontestabili'.

La mia scelta etica di diventare vegano arriva dopo anni di informazione e di studio. Nello stesso modo vorrei spiegare, raccontare, aiutarvi a capire, se lo desiderate, cosa ognuno di noi potrebbe fare per migliorare la sua salute e quella del pianeta...

Voi che mi seguite lo sapete... non sono un fondamentalista nella vita e non lo sarò quindi nemmeno nella mia scelta vegana... anzi, credo nell’incontro degli opposti, unica via per ottenere piccoli ma quotidiani risultati, forse di compromesso, ma che ci avvicineranno al traguardo, aprendo le porte al dialogo... ecco perché mi piace confrontarmi con quelli di voi che non la pensano come me, ma sono aperti al dialogo... e magari a qualche piccolo cambiamento...

Per cui non mi schiererò mai con chi urla per “combattere la violenza sugli animali“, diventando loro stessi per primi aggressivi e violenti.

Questi atteggiamenti, talvolta isterici, altro non fanno che allontanare la gente dal problema e rischiano di rovinare tutto il lavoro di “avvicinamento e condivisione“ che i moderati propongono.

Ma almeno due comandamenti rispettiamoli: “Non ammazzare“ e “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te“... perché credo che il buon Dio si riferisse indistintamente a tutti gli esseri del creato.

Sono un “imperfetto“ che come dicevo, è arrivato tardi a scegliere un’alimentazione etica, ma ci sono arrivato con coscienza...ho voluto capire, ho studiato ma soprattutto ho cercato una spiegazione al fatto che, se essere vegani è così logico e naturale, perché la maggior parte della gente non lo diventa, perché non rispetta né il suo corpo né l’ambiente il cui vive?

La mia scelta etico-alimentare non segue alcuna moda ed è fatta anche di piccoli ma reali sacrifici, in quanto il mondo è ancora molto impreparato al cambiamento. Ci vedono ancora come una “strana minoranza“...dai ristoratori ai governanti... ma io rispetto anche questo pensiero...ogni cambiamento reale ha i suoi tempi.

network etico
In Italia nessuno fa cure dentistiche gratuite?!?

In base alle nostre ricerche – e speriamo di sbagliarci - in Italia non esistono associazioni o studi medici che facciano cure dentistiche gratuite per le persone in difficoltà.

E se invece fosse solo un problema di visibilità?!? Magari chi opera in questo settore non ha mai potuto investire per farsi conoscere in rete, forse addirittura non ha un sito internet…

E ancora: se ho fame dove posso mangiare gratuitamente in Italia? Se subisco una violenza a chi posso rivolgermi? Se sono un disabile dove posso trovare aiuto e sostegno? E se invece voglio fare il volontario in un'associazione e aiutare io gli altri?

miranda gibson

Il 14 dicembre è trascorso un anno da quando Miranda Gibson ha deciso di vivere sopra un albero, un eucalipto di 400 anni, alto 60 metri, all'interno di una foresta di 572mila ettari, quella della Tasmania meridionale, in Australia. Miranda ha 30 anni, è un'insegnante delle superiori e ha scelto di mettere in pausa la sua vita pur di salvare la foresta una volta per tutte. Dal primo giorno ha promesso che non scenderà fino a quando il governo non approverà una legge per proteggere l'area.
 
Forse un anno fa non avrebbe immaginato che le cose si sarebbero protratte così a lungo avvicinandosi al record di Julia Butterfly Hill, la quale ha vissuto 738 giorni su una sequoia della foresta di Headwaters, negli Stati Uniti: "Spero di non essere costretta a battere il record di Julia – ha affermato Miranda raggiunta via Skype – perché questo vorrebbe dire trascorrere un altro anno sull'albero. Io farò tutto quello che è necessario per il suo bene, ma spero che la foresta venga protetta prima di allora. Ogni giorno che trascorro qui, è un giorno in più che è sotto minaccia".

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