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Video per l'anima.. Ridere e sorridere fa bene.. e allora lasciamo spazio ai grandi comici che hanno camminato con noi qui sul pianeta Terra.. grandi comici e grandi anime in grado di portare un gran benessere, ben oltre il breve spazio di tempo in cui hanno operato.. E poi spazio a tutto ciò che possiamo trovare che ci possa far ridere, sorridere e stare bene...

I due Marescialli

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I due marescialli è un film del 1962 diretto da Sergio Corbucci.

Si tratta di una commedia con toni comici, avente come protagonisti Totò (Antonio Capurro) e Vittorio De Sica (Vittorio Cotone). La storia tocca anche momenti drammatici, come l'avvio all'esecuzione di Capurro su una camionetta che Cotone insegue per un po' senza poter fare nulla.

La trama - L'8 settembre 1943 (giorno dell'armistizio di Cassibile), nella stazione ferroviaria di Scalitto, il maresciallo dei Carabinieri Cotone (Vittorio De Sica) sorprende il ladruncolo Antonio Capurro (Totò) che, travestito da prete, aveva appena rubato una valigia ad un viaggiatore. Ma mentre il maresciallo sta per catturare Capurro, un bombardamento distrugge la stazione e fa sì che, tra la confusione e i feriti, Capurro si appropri della divisa del maresciallo e scappi. Non senza aver fatto prima indossare al povero Cotone, ancora svenuto, l'abito talare.

Totò, Peppino e la dolce vita

Totò, Peppino e la dolce vita

Antonio Barbacane viene mandato dal ricco nonno a Roma per cercare di corrompere dei politici affinché spostino il tracciato di un'autostrada sulle proprie terre al fine di aumentarne il valore. Egli, invece di provvedere, si abbandona ai piaceri della capitale pur non avendo un lavoro fisso.

Per controllarne l'operato viene inviato lì suo cugino Peppino, segretario comunale del paese, moralista ed integerrimo a tal punto da far rimuovere i manifesti del film La dolce vita. Sulle prime Peppino non è disponibile alla missione ma si convince una volta che Pasquale un suo compaesano gli legge una lettera di Antonio in cui dava posti, si negava ad Anita Ekberg e dava consigli a Fanfani. Antonio invece sta sbarcando il lunario come posteggiatore abusivo a via Veneto dove però è conosciuto da tutti. Arrotonda infatti gli incassi con i servizi che procura ai nobili, frequentatori di quel posto: vende a credito pacchetti di sigarette, presta denaro con interessi anticipati anche a babbo morto, procura donnine allegre a chi ha voglia di divertirsi, mette in contatto i venditori coi clienti interessati all'acquisto di automobili di lusso.

Miseria e Nobiltà

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Felice Sciosciammocca è uno squattrinato popolano di Napoli, che vive alla giornata facendo lo scrivano e condividendo la casa con il figlio Peppiniello, la compagna Luisella, l'amico Pasquale, di professione fotografo ambulante, con la rispettiva moglie Concetta e la figlia Pupella.

Un giorno il marchesino Eugenio bussa alla loro porta per chiedere un favore; egli è innamorato della bella Gemma, di professione ballerina, ma la sua famiglia si oppone all'unione, poiché la ragazza non è una nobile. Il padre della ragazza invece, Don Gaetano, ex cuoco divenuto molto ricco avendo ereditato i beni del suo padrone, è felice di consentire al fidanzamento poiché imparentarsi con dei nobili sarebbe il suo sogno, ma pretende di conoscere i parenti del giovane. Il marchesino dunque chiede a Felice e Pasquale con moglie e figlia di travestirsi e fingere di essere i suoi nobili familiari e di presentarsi con lui a casa di Gemma. La situazione si complica poiché Peppiniello, stufo dei rimproveri della matrigna, e soprattutto spinto dalla fame, va a lavorare come cameriere proprio a casa di don Gaetano, presso il quale lavora il suo compare Vincenzo, in qualità di maggiordomo, che accetta di tenerlo con sé fingendo che sia suo figlio. Don Gaetano non si rende conto della messa in scena, e non solo cede la mano della figlia ma riesce (ovviamente con facilità) ad ottenere il "privilegio" di avere i nobili parenti del marchesino a pranzo, al quale partecipa anche Luigino, suo figlio, innamorato di Pupella.