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Gregg Braden – La verità nascosta

Gregg Braden – La verità nascosta

Un nuovo mondo sta emergendo davanti ai nostri occhi. Contemporaneamente, l’insostenibile mondo dal passato lotta per mantenersi vivo. Entrambi i mondi riflettono le credenze che li hanno resi possibili. Entrambi coesistono ancora, ma per poco.

Dalle crisi globali del terrorismo, del crollo dei sistemi economici e della guerra, alle credenze profondamente personali che circondano l’aborto, i rapporti e la famiglia, i temi che ci dividono rappresentano un chiaro riflesso del modo in cui concepiamo noi stessi e il mondo. La veemente natura delle nostre divisioni è anche un chiaro segno che dobbiamo rinnovare la nostra concezione dei nostri rapporti più amati.

Alcune nuove scoperte concernenti le nostre origini,il nostro passato e le convinzioni più radicate sull’esistenza umana ci inducono a ripensare le credenze tradizionali che definiscono il mondo e la nostra vita, credenze che provengono dalle false ipotesi di una scienza incompleta e obsoleta.Così facendo le soluzioni alle sfide della vita diventano ovvie, e le scelte si fanno evidenti. Questo libro si impegna a rivelare le più profonde verità della vita umana mediante la condivisione di scoperte scientifiche che devono ancora comparire sui nostri libri di scuola e nelle nostre aule scolastiche, e che tuttavia detengono la chiave della nostra concezione del mondo, del nostro prossimo e di noi stessi.

 

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Deep Truth – La Verità Nascosta di Gregg Braden

 

C’è una singola domanda che fa capolino dal vero e proprio nucleo centrale dell’esistenza umana.

E’ la domanda sottaciuta che sta dietro a ogni scelta che potremo mai compiere nella vita. Essa è presente in ogni sfida che potremo mai incontrare ed è il fondamento di ogni decisione che dovremo mai prendere. Se Dio fosse munito di un “registro” cosmico per seguire le tracce delle domande che gli esseri umani si pongono più spesso, allora non ho dubbi che tale apparecchio si sarebbe azzerato talmente tante volte mentre registrava questa singola domanda, che perfino Dio avrebbe perso il conto di quante volte è stata fatta!

La domanda che sta alla base di tutte le altre, quella che un numero infinito di persone si è posto innumerevoli volte nell’arco dei circa 200.000 anni di permanenza dell’essere umano sulla Terra, è semplicemente questa: Chi siamo?

Sebbene la domanda sia apparentemente semplice e concisa, il modo in cui le si risponde ha implicazioni alle quali è semplicemente impossibile sottrarsi. Va a incidere direttamente nel fulcro di ogni momento della nostra vita e forma quella lente che dà forma al nostro concetto di noi stessi nel mondo e alle scelte che compiamo. Il significato che noi diamo a queste due parole permea il nostro tessuto sociale. Compare in tutto ciò che facciamo: dal modo in cui scegliamo gli alimenti che nutrono il nostro organismo, a come ci prendiamo cura di noi stessi, dei nostri figli e dei nostri anziani genitori.

La risposta su chi siamo soggiace al nucleo centrale dei principi della civiltà stessa, influenzando le nostre modalità di condivisione di risorse, quali il cibo, l’acqua, le medicine e altri bisogni umani; il quando e il perché si va in guerra; e ciò su cui si fonda la nostra economia. Le credenze sul nostro passato, sulle nostre origini, sul destino e sul fato dell’umanità giustificano perfino il nostro modo di concepire quando scegliere di salvare una vita umana e quando decidere di porvi fine.

Riflettendo quella che potrebbe rappresentare la maggiore ironia della nostra vita, dopo più di cinquemila anni di storia conosciuta non abbiamo ancora elaborato una chiara risposta per questa cruciale domanda su di noi. E anche se scoprire la verità della nostra esistenza in qualunque momento varrebbe bene il tempo, l’energia e le risorse impiegate per farlo, è proprio oggi, nella nostra epoca, durante la quale siamo impegnati a fronteggiare le maggiori crisi a memoria di specie in tema di vita e sopravvivenza, che la verità diventa più che mai fondamentale.

 

 

IL PERICOLO CHIARO E PRESENTE

Una buona ragione per sapere chi siamo emerge fra tutte le altre. Forse non è per caso che oggi, dopo tre secoli di ricorso al metodo scientifico per rispondere a quella domanda fondamentale su di noi, ci ritroviamo anche a vivere grosse difficoltà sul pianeta Terra. Non si tratta semplicemente di un qualunque problema comune. Piuttosto è il tipo di difficoltà che troviamo nei romanzi drammatici e nei reparti di fantascienza dei videonoleggi.

A scanso di equivoci: non è la Terra a essere in difficoltà. Siamo noi, le persone che vivono qui sulla Terra. Posso ragionevolmente affermare con cognizione di causa che il nostro pianeta esisterà ancora fra cinquant’anni, e fra cinquecento anni. A prescindere da quali siano le scelte che faremo durante questo lasso di tempo, cioè a prescindere da quante guerre faremo scoppiare, da quante rivoluzioni politiche scateneremo o da quale sarà il livello di gravità raggiunto dall’inquinamento dell’aria e degli oceani, quel mondo che i nostri antenati chiamavano il “giardino” starà ancora percorrendo la sua orbita annuale di 365,256 giorni intorno al sole, proprio com’è accaduto durante gli ultimi 4,55 miliardi di anni circa.

La domanda non riguarda tanto la Terra, quanto piuttosto se noi saremo ancora sulla Terra per godercela. Noi saremo ancora qui a godere dei tramonti e dei sensuali misteri della natura? Saremo qui, noi, per testimoniare la bellezza delle stagioni insieme alle nostre famiglie e ai nostri cari? Come esporrò in un capitolo successivo, a meno che qualcosa non cambi al più presto, gli esperti stanno scommettendo sul contrario. Il motivo di ciò? Perché quando si tratta di avere a disposizione ciò che serve a noi e ai nostri figli per vivere sulla Terra, ci stiamo pericolosamente avvicinando a compiere delle scelte che ci portano oltre il cosiddetto “punto di non ritorno”.

Questa è la conclusione a cui è giunto uno studio indipendente sui mutamenti climatici svoltosi sotto la co-direzione dell’ex segretario di stato britannico per i trasporti Steven Byers e della senatrice statunitense Olympia Snowe (R-Maine), pubblicato nel 2005. Lo studio affermava che restringendo il discorso al solo ambiente, potremmo raggiungere quel traguardo irreversibile in appena dieci anni, perdendo quella fragile rete vitale che ci sostiene.1 Ma l’ambiente rappresenta solo una fra le molte crisi da fronteggiare al giorno d’oggi, ciascuna delle quali ci trascina verso il medesimo risultato, potenzialmente fatale per la razza umana.

I migliori cervelli di oggi riconoscono che siamo su una traiettoria di collisione multipla con una serie di risultati disastrosi, quali una rinnovata minaccia di guerra globale, l’utilizzo indiscriminato delle nostre risorse e la crescente carenza di cibo e acqua potabile; per non parlare dello stress senza precedenti che stiamo imponendo agli oceani, alle foreste, ai fiumi e ai laghi del pianeta. Il problema consiste nel fatto che gli esperti non sembrano concordare sul da farsi riguardo a questi problemi.

 

AGIRE… MA COME?

Talvolta è una buona idea studiare un problema a fondo prima di agire. Più si conosce una situazione difficile, più si può star certi di riuscire a trovare le migliori soluzioni ai dilemmi che pone. Ma a volte uno studio prolungato non rappresenta il massimo. Alcune volte la cosa migliore da fare è agire rapidamente al fine di sopravvivere alla crisi nell’immediato, per poi studiare i dettagli del problema solo in un secondo momento, dalla posizione di sicurezza che ci può garantire il fatto di aver guadagnato tempo grazie a un’azione decisiva. Forse il miglior modo per illustrare il senso di ciò che intendo è quello di servirsi di un finto scenario.

Diciamo che durante una giornata bellissima, limpida e soleggiata state attraversando un’autostrada insieme a un amico, al fine di andare da casa vostra, su un lato della strada, a casa del vostro amico, dall’altra parte della strada. Improvvisamente, dopo essere stati immersi in una intensa conversazione, alzate lo sguardo e vedete un enorme TIR a diciotto ruote che vi sta piombando addosso.

Istantaneamente si scatena la vostra risposta fisica di “attacco o fuga”, al fine di permettervi di agire. La domanda è: come? Dovete decidere rapidamente il da farsi. Voi e il vostro amico dovete prendere entrambi una decisione, e dovete farlo in fretta.

Quindi eccovi là, nel bel mezzo dell’autostrada, con tre corsie davanti a voi e tre dietro di voi. Il vostro dilemma è: avrete il tempo di portarvi in avanti verso la vostra destinazione, cioè sull’altro lato della strada, oppure sarebbe meglio retrocedere al punto in cui eravate prima di cominciare ad attraversare? Volendo rispondere alla domanda con certezza assoluta, avreste bisogno di informazioni di cui semplicemente in quel momento non disponete.

Per esempio, non sapete se il camion viaggia a vuoto o a pieno carico. Potreste non essere in grado di dire con precisione quale sia la sua velocità, o perfino se il guidatore si sia accorto della vostra presenza sulla carreggiata. Potreste non essere in grado di sapere se vi stia venendo incontro un camion che va a diesel o a benzina, o di che marca sia.

E il punto è proprio questo: non avete bisogno di conoscere tutti quei dettagli prima di agire. Nel momento in cui state attraversando l’autostrada, disponete di tutte le informazioni necessarie per sapere che siete in una brutta posizione. Sapete già che la vostra vita è in pericolo. Non vi servono dettagli simili per ammettere quello che è già ovvio: c’è un enorme TIR che vi sta venendo addosso… e se non siete lesti a spostarvi, fra pochi secondi non ci sarà più niente da fare!

Sebbene l’esempio di questo scenario possa apparire sciocco, rappresenta comunque il punto esatto in cui ci troviamo oggi sulla scena mondiale. I percorsi che svolgiamo in quanto individui, famiglie e nazioni somigliano al tragitto che voi e il vostro amico intraprendete per attraversate l’autostrada. Il “TIR” che incombe su di noi è la tempesta perfetta che riunisce in sé una pluralità di crisi diverse, rappresentate da situazioni quali i mutamenti climatici, il terrorismo, la guerra, le malattie, la scomparsa di cibo e acqua e una miriade di modalità di vita non sostenibili adottate nella vita quotidiana qui sulla Terra. Ciascuna di queste crisi potenzialmente sarebbe in grado di porre fine alla vita umana come la conosciamo.

Potremmo non concordare pienamente su quale di esse sarebbe in grado di farlo, ma ciò non modifica il fatto che le crisi siano realmente in corso proprio ora. E, proprio come due amici che decidono se slanciarsi in avanti verso l’altro lato dell’autostrada o se tornare indietro al punto di partenza sicuro, anche noi potremmo studiare ciascuna di quelle crisi per un altro secolo… ma resta il fatto che ci sono persone, comunità e stili di vita che non riuscirebbero a sopravvivere al lasso di tempo necessario per la raccolta di tutti i dati, la loro pubblicazione e il dibattito sui risultati.

Il motivo di ciò è che, mentre si sta valutando il problema, le case della gente andranno distrutte a causa di terremoti, “super tempeste”, alluvioni e guerre; la terra che dava loro sostegno cesserà di produrre alimenti; i loro pozzi d’acqua si seccheranno; i livelli degli oceani si alzeranno; le coste scompariranno e quelle persone perderanno tutto, inclusa la vita. Sebbene scenari come questi possano sembrare estremi, gli eventi che sto descrivendo stanno già accadendo in località quali Haiti, il Giappone, la costa del golfo degli Stati Uniti e l’Africa, afflitta dalla siccità… e la situazione sta ancora peggiorando. Proprio come ha tremendamente senso togliersi dalla traiettoria del TIR che vi viene addosso senza mettersi prima a studiare i dettagli della situazione, ha altrettanto senso togliersi dal percorso dei molteplici disastri che gravano all’orizzonte prima che provochino danni ancora maggiori.

Inoltre, proprio come la direzione in cui decidete di andare mentre siete nel bel mezzo di quell’autostrada andrà a determinare il risultato finale che vi prefiggete, cioè quello di raggiungere la casa del vostro amico posta sull’altro lato, così anche il modo in cui decidiamo di fronteggiare i maggiori fattori di minaccia rivolti contro la nostra esistenza andrà a determinare se avremo successo o no, se vivremo o se moriremo. Tutte le nostre scelte di sopravvivenza si rifanno al concetto che abbiamo di noi stessi nel mondo, e a come la nostra concezione ci induce ad agire.

Il messaggio di questo libro è quello di agire con saggezza e rapidità al fine di evitare la collisione che ci attende sull’autostrada della vita che abbiamo scelto di attraversare. Forse le parole migliori per esprimere tutto ciò le ha trovate Albert Einstein: «Un nuovo modo di pensare è essenziale se l’umanità vuole sopravvivere e raggiungere livelli più alti». Sviluppare un nuovo modo di pensare è esattamente ciò che dobbiamo fare oggi. Sappiamo che i problemi esistono. Abbiamo già messo in atto le idee delle menti migliori del nostro tempo e la miglior scienza basata sulle teorie d’eccellenza disponibili oggi, al fine di studiare quei problemi. Se avessimo imboccato la strada concettualmente giusta, non avrebbe forse senso pensare che, giunti al punto in cui siamo, ormai disporremmo di parecchie risposte e soluzioni migliori? Il fatto che questo non stia accadendo ci induce ad adottare un nuovo modo di pensare.

 

IL DILEMMA

Il boom di nuove scoperte scientifiche avvenuto in anni recenti ha lasciato ben pochi dubbi sul fatto che molti dei concetti convalidati riferiti alla vita, al mondo in cui viviamo e al corpo umano devono cambiare. Il motivo è semplice: quelle idee sono sbagliate. Alcune nuove prove concrete ci hanno fornito nuovi modi di concepire i perenni interrogativi della vita: da dove veniamo, da quanto tempo siamo qui, qual è il modo migliore per sopravvivere alle crisi presenti nel mondo e cosa possiamo fare adesso per migliorare le cose. Sebbene le nuove scoperte ci diano speranza, a dispetto di tali rivelazioni continuiamo ad avere un problema: il tempo che ci serve per integrare le scoperte nel pensiero corrente potrebbe essere superiore al tempo che abbiamo a disposizione per risolvere le crisi. Lo stato della biologia potrebbe essere un perfetto esempio di come funziona tutto questo.

La scienza dell’epigenetica, di recente formulazione, si basa su fatti scientifici. Essa prova che il codice genetico che definiamo in termini di “modello della vita”, il nostro DNA, muta in base al nostro ambiente. L’aspetto di cui gli scienziati tradizionali sono più riluttanti a parlare è che l’ambiente che sta cambiando il nostro DNA include ben più delle tossine contenute nell’aria e nell’acqua, e del “rumore” elettromagnetico che inonda le persone che vivono vicino ai cavi ad alta tensione, alle centrali elettriche e alle antenne della telefonia cellulare situate nelle maggiori metropoli mondiali. L’ambiente, infatti, include anche le nostre esperienze squisitamente personali e soggettive fatte di credenze, emozioni e pensieri.

Quindi, se da un lato le prove scientifiche ci dicono che possiamo cambiare il DNA andando alla radice delle malattie letali che minacciano i nostri amici e i nostri cari, d’altro lato i libri di testo a cui si rifanno i medici occidentali continuano a insegnarci che non siamo in grado di farlo, quando affermano che siamo vittime di fattori ereditari e di altri fattori posti al di là del nostro controllo. Per fortuna questa situazione sta cominciando a cambiare.

Attraverso l’opera di Bruce Lipton, utopista, biologo esperto di cellule staminali, autore de La biologia delle credenze (Macro Edizioni 2006), i sorprendenti risultati degli studi più recenti stanno lentamente penetrando nei testi a cui si fa riferimento ai fini della comprensione medica. Tuttavia, i canali di trasmissione delle nuove scoperte riguardanti le cellule umane — al pari di quelli che attuano l’aggiornamento di ciò che si conosce riguardo all’origine della nostra specie, alla civiltà umana e ai dettagli del nostro passato — notoriamente è un sistema lento. In genere il tempo che intercorre fra il verificarsi di una scoperta scientifica e la sua analisi, pubblicazione e convalida, prima di vederla comparire sui libri di testo, va da otto a dieci anni, talvolta anche più. Ed è qui che il problema diventa ovvio.

Le migliori menti di oggi ci dicono chiaramente che siamo di fronte a una serie di crisi che in termini di grandezza rappresentano una minaccia senza precedenti, e che ciascuna di esse va immediatamente affrontata. Semplicemente, non abbiamo a disposizione otto o dieci anni per comprendere come possiamo adattarci alla situazione e per evitare le minacce emergenti, rappresentate dal terrorismo, dalla guerra e dalla corsa alle armi atomiche in Medio Oriente. Si tratta di tematiche da affrontare adesso.

I nostri vecchi modi di pensare, quali il credere nella sopravvivenza del più forte, nel bisogno di competizione e nella nostra separatezza dalla natura, ci hanno condotti sull’orlo del disastro. Viviamo in un momento storico in cui dobbiamo misurarci con la perdita potenziale di tutto ciò a cui la nostra civiltà ha tenuto fino a oggi. È esattamente perché abbiamo bisogno di nuove concezioni che l’antica domanda su chi siamo acquisisce un significato più importante che mai. Allo stesso tempo, un nuovo modo di vedere il mondo, basato su un crescente corpus di prove scientifiche, sta completando i tasselli mancanti della nostra conoscenza e sta cambiando il modo in cui ci concepiamo.

Alla luce dei nuovi fatti concernenti le civiltà risalenti alla fine dell’ultima era glaciale, le false ipotesi sull’evoluzione umana, l’origine e il ruolo giocato dalla guerra nel passato umano e l’enfasi sbagliata che la vita di oggi pone sulla competizione, dobbiamo ripensare le credenze più fondamentali che rappresentano il fulcro delle nostre decisioni e del nostro stile di vita. È proprio a questo punto che si colloca La profonda verità.

 

IL PERCHÉ DI QUESTO LIBRO

la verità nascosta – gregg braden Sebbene oggi non si lamenti certo la carenza di opere che intendono identificare le straordinarie condizioni di pericolo in cui ci troviamo, esse non riescono a inquadrare quel singolo elemento che costituisce il fulcro di come vanno gestite. Come fare per sapere cosa scegliere (quali politiche attuare, quali leggi approvare), o per costruire economie sostenibili, per condividere tecnologie salvavita e per risolvere i problemi che stanno distruggendo la trama dei nostri rapporti personali e della società, finché non rispondiamo alla singola domanda che occupa il fulcro dell’esistenza umana: Chi siamo? In quanto individui, famiglie, nazioni, e come mescolanza di civiltà umane, dobbiamo innanzitutto sapere chi siamo, prima di poter fare le scelte giuste. Inoltre, è particolarmente importante che ciò avvenga ora, in un momento nel quale ogni scelta ha un suo peso.

Come fare per sapere quali sono le scelte da compiere, finché non rispondiamo alla singola domanda che rappresenta il nucleo centrale di ogni singola scelta: chi siamo esattamente?

Senza aver trovato risposta a questa fondamentale domanda, voler prendere decisioni capaci di cambiarci la vita è un po’ come cercare di entrare in un edificio senza sapere dove si trovi la porta d’ingresso. Sebbene sia possibile entrare spaccando il vetro di una finestra o abbattendo un muro, così facendo provocheremmo dei danni all’edificio. E forse questa è una metafora perfetta per il dilemma in cui siamo coinvolti. La famiglia umana, che in poco più di un secolo si è quasi quadruplicata passando da 1,6 miliardi nel 1900 a circa 7 miliardi nel 2011, può usare la chiave della comprensione di chi siamo per oltrepassare la porta delle soluzioni di successo, oppure può danneggiare la propria dimora (la Terra e noi stessi) rispondendo alle crisi mediante le reazioni impulsive dettate da false ipotesi, che si fondano su una scienza incompleta.
Quando accoglieremo le verità storiche riguardanti la presenza umana sulla Terra, i cicli di mutamento del nostro pianeta e i ruoli che svolgono nella nostra vita, capiremo realmente cosa ci sta davanti, quali siano le opzioni e quali scelte abbiamo a disposizione.

Questo libro individua sei aree di scoperta (e i fatti che rivelano) le quali cambieranno radicalmente il modo in cui siamo stati indotti a concepire il nostro mondo e noi stessi in passato. Nel prendere in esame le grandi crisi del nostro tempo, queste sono le verità più importanti di cui dobbiamo tener conto:

 

PROFONDA VERITA’ N.1

La nostra capacità di sventare le crisi che costituiscono una minaccia per le nostre vite e per il mondo in cui viviamo dipende dalla nostra disponibilità ad accettare ciò che la scienza sta rivelandoci in merito alle nostre origini e alla storia umana.

Mentre ci apprestiamo a fronteggiare le minacce senza precedenti che devono essere risolte entro i prossimi otto o dieci anni, come essere certi di quali scelte fare, quali leggi approvare e quali politiche attuare, finché non sappiamo chi siamo? Le false ipotesi su cui si fondano le antiche credenze sull’evoluzione umana e le origini dell’uomo hanno ben poco senso, di fronte alle recenti scoperte verificatesi in tutte le discipline scientifiche.

 

PROFONDA VERITA’ N.2

La riluttanza dimostrata dai sistemi educativi standard nel riflettere le nuove scoperte e nell’esplorare le nuove teorie ci mantiene bloccati in credenze obsolete e incapaci di inquadrare le maggiori crisi della storia umana.

Le nostre scelte di vita, di governo e di civiltà si basano sulla nostra concezione di noi stessi, del nostro rapporto con i nostri simili e del rapporto che intratteniamo col pianeta Terra. Durante gli ultimi tre secoli queste credenze sono scaturite dalle false ipotesi di una scienza obsoleta. I solidi principi del metodo scientifico sono dotati di un meccanismo autocorrettivo interno contro le false ipotesi che si rivela efficace quando consentiamo al metodo di funzionare come dovrebbe.

 

PROFONDA VERITA’ N.3

La chiave per affrontare le crisi che minacciano la nostra sopravvivenza risiede nella costruzione di partenariati basati sull’aiuto reciproco e sulla cooperazione finalizzata al nostro adattamento ai cambiamenti in atto, anziché nel diffondere accuse e biasimo, che rendono difficile questo genere di alleanze vitali.

Le nostre molteplici crisi (talune provocate dall’uomo, altre spontanee) sono giunte a un punto di non ritorno che minaccia la sopravvivenza stessa della nostra specie.

L’era industriale ha decisamente contribuito alla presenza di gas serra nell’atmosfera e sicuramente ci corre l’obbligo di trovare modalità pulite, verdi e alternative per la produzione di elettricità e carburante destinate ai sette miliardi di persone che attualmente vivono sul pianeta; tuttavia:

  • Fatto: il cambiamento climatico non è stato indotto dall’uomo. Le prove scientifiche di 420.000 anni di storia del clima terrestre dimostrano condizioni climatiche di riscaldamento e di raffreddamento a intervalli di circa centomila anni, quando non era presente alcuna forma di industria umana.
  • Fatto: durante i cicli di riscaldamento e raffreddamento del passato, l’aumento di gas serra in genere avviene in ritardo rispetto all’aumento della temperatura, per una media di 400-800 anni.
  • Fatto: ci vorranno livelli mai visti prima di sinergia e lavoro di squadra per creare stili di vita sostenibili che ci aiutino ad adattarci ai cicli naturali di cambiamento, oltre che a rivolgerci verso le crisi indotte dall’uomo.

PROFONDA VERITA’ N.4

Le nuove scoperte relative a civiltà avanzate risalenti al periodo conclusivo dell’ultima era glaciale ci forniscono spunti su come risolvere le crisi del nostro tempo, che anche i nostri antenati hanno dovuto affrontare ai loro tempi.

Nonostante le rivelazioni scientifiche riguardanti le civiltà di fine era glaciale stiano creando uno squilibrio nel pensiero storico tradizionale imperniato sul viaggio dell’umanità lungo le varie ere terrestri, si pongono a sostegno dei più antichi resoconti del nostro passato e della visione indigena di un mondo ciclico… segnato dall’ascesa e dalla caduta di intere civiltà, da eventi catastrofici e dalla ripetizione di scelte inadeguate.

 

PROFONDA VERITA’ N.5

Un crescente corpus di dati, desunti da svariate discipline scientifiche e raccolti mediante il ricorso alle nuove tecnologie, prova al di là di ogni ragionevole dubbio che l’umanità riflette un disegno messo in atto istantaneamente, anziché una forma di vita sviluppatasi accidentalmente a partire da un processo evolutivo che si è protratto a lungo nel tempo. Sebbene la scienza possa fallire nel compito di identificare esattamente cosa, o chi, sia responsabile del disegno che soggiace all’esistenza umana, le scoperte pongono grosse sfide alle conoscenze tradizionali in tema di teoria evolutiva e dimostrano che le possibilità che la nostra specie si sia evoluta in base a processi biologici casuali è virtualmente inesistente.

 

PRFONDA VERITA’ N.6

Più di quattrocento studi, soggetti a revisione dei pari, sono giunti alla conclusione che la competizione violenta e la guerra sono in diretta contrapposizione rispetto ai nostri istinti più profondi di cooperazione e di cura reciproca. In altre parole, nel nucleo intrinseco della nostra più vera natura non siamo affatto “cablati” per la guerra!
Perché dunque la guerra ha ricoperto un ruolo così preminente nel dar forma alla storia umana, alla nostra vita e al nostro mondo? Gli indizi utili per rispondere sono reperibili nelle testimonianze delle prime esperienze umane sulla Terra e negli antichi resoconti, che contengono istruzioni per porre fine alla “guerra epocale” e a vivere al massimo il nostro destino, anziché soccombere agli abissi del nostro fato.

La scala di grandezza e il numero delle crisi convergenti nei primi anni del 21° secolo prospettano una minaccia notevole, un pericolo chiaro e presente per la nostra sopravvivenza, oltre a seguire le tendenze cicliche che portarono alla perdita e al crollo delle antiche civiltà. Sapere chi siamo, dove ci troviamo nell’arco dei cicli della civiltà e della natura e conoscere gli errori delle antiche civiltà da cui possiamo trarre insegnamento rappresenta la chiave per sopravvivere alle crisi che oggi stiamo affrontando.

La migliore scienza dei nostri giorni, quando si sposa con la saggezza del passato, conferma che abbiamo ancora le modalità e i mezzi per trasformare un’epoca di crisi in un’epoca di progressiva affermazione. Possiamo creare un nuovo mondo basato su principi perseguibili e sostenibili, radicati nella comprensione profonda delle più intime verità umane.

 

I CONTENUTI DI QUESTO LIBRO

Nei sette capitoli che compongono questo libro vi invito ad adottare una concezione potenziante e, forse, nuova, del vostro rapporto col mondo. Per alcuni di voi questo modo di pensare può non essere affatto nuovo. Forse avete avuto la fortuna di crescere in una famiglia che vi ha consentito di integrare le recenti scoperte sulle civiltà e sulla vita fra i tasselli mancanti della vostra visione del mondo spirituale, religiosa e storica.

Tuttavia, per coloro che non hanno fatto un simile percorso di crescita i capitoli che seguono spalancano le porte verso un nuovo, concreto e potente sentiero di auto-scoperta. A prescindere dalle vostre credenze, le prove che costringono l’umanità a ripensare la storia tradizionale della nostra identità, la durata della nostra permanenza sulla terra e perché il mondo sembri attraversare una profonda fase di “scollamento”, rappresentano una lettura affascinante. Nelle pagine del libro scoprirete quanto segue:

  • Prove archeologiche che lasciano ben pochi dubbi sul fatto che alcune civiltà avanzate, dotate di tecnologie altrettanto avanzate, si svilupparono e fiorirono sulla Terra molto tempo prima della data tradizionalmente riconosciuta, che ne segna l’inizio fra 5.000 e 5.500 anni fa.
  • Perché le guerre che combattiamo oggi discendono da un modo di pensare che risale a un lontano passato, e perché rappresentano il moderno proseguimento di un’antica battaglia che nemmeno ci appartiene.
  • Prove scientifiche che la vita umana rappresenta il risultato di un disegno intelligente.
  • Una cronologia di eventi che illustra quando il codice della vita si attiva nell’utero materno, quando si verifica il primo battito cardiaco della vita umana e quando avviene il risveglio della coscienza nello sviluppo umano.
  • Una revisione cronologica delle antiche civiltà (e di come esse si collocano all’interno dei cicli delle ere terrestri) che conferisce nuovo significato alle crisi dei nostri giorni, oltre che aiutarci a definire le scelte che si dispiegano innanzi a noi.

È importante che siate pienamente consapevoli di ciò che vi attende durante questo vostro viaggio di scoperta. A tale scopo, le seguenti affermazioni spiegano chiaramente che cosa è, e che cosa non è, questo libro:

  • La Profonda Verità non è un’opera scientifica. Sebbene mi appresti a condividere le scoperte scientifiche di avanguardia che ci invitano a riformulare il nostro rapporto con la storia passata, i cicli temporali, le nostre origini e la nostra propensione bellica, questo libro non riflette né la struttura né gli standard di un testo didattico scientifico o di una rivista specialistica.
  • Questa opera non consiste in un testo soggetto a revisione dei pari. Ciascun capitolo e ciascun resoconto di ricerca non ha subito un lungo processo di analisi da parte di un comitato incaricato o di un gruppo selezionato di esperti abituati a inquadrare il mondo dal punto di vista di una singola disciplina, quale la fisica, la matematica o la psicologia.
  • Questo libro si basa su solide ricerche e documentazioni. È stato scritto in uno stile facilmente comprensibile e descrive esperimenti, studi di casi, testimonianze storiche ed esperienze personali che danno sostegno a una concezione di noi stessi e del mondo destinata a restituirci il nostro potere personale.
  • Questo libro rappresenta un esempio di ciò che può essere conseguito quando si attraversano i confini tradizionali che separano scienza e spiritualità. Mediante la fusione armoniosa fra le scoperte della genetica, dell’archeologia e della microbiologia del 20° secolo, e grazie al codice del tempo frattale, si ricava un potente quadro di riferimento entro il quale sistemare i drammatici mutamenti della nostra epoca, e un contesto che ci aiuta ad affrontarli.

Per sua natura, l’esplorazione di cosa e come concepiamo noi stessi varia a seconda di ciascuno, poiché rappresenta un percorso unico, intimo e personale. Molte di quelle differenze discendono dalle esperienze che condividiamo con la nostre famiglie, con i gruppi dei pari e con le nostre culture di appartenenza. A tutti noi sono state raccontate delle storie che spiegano il nostro passato e le origini della terra e dell’umanità, e che ci aiutano a dare un senso al nostro mondo: storie basate su quello che la nostra comunità riconosce in quanto “verità” in un dato momento storico.

Vi invito dunque a riflettere sulle scoperte riferite in queste pagine e a esplorare il significato che esse rivestono per voi. Parlatene con le persone importanti della vostra vita e scoprite se e come esse siano in grado di modificare la storia che si racconta nella vostra famiglia. La Profonda Verità è stato scritto con un preciso scopo in mente: restituirci il potere (mentre siamo impegnati a risolvere le nostre crisi personali e mondiali) di comprendere il nostro rapporto con la storia. La chiave di riappropriazione di questo potere è semplice: più conosciamo noi stessi, più ovvie diventano le scelte che dobbiamo compiere nella vita.

Nessuno sa per certo cosa ci riservi il futuro. La conoscenza quantistica ci dice che siamo costantemente impegnati nella selezione del nostro futuro mediante le scelte che compiamo in ogni preciso momento, anche adesso. Ma a prescindere da quali siano le sfide che ci aspettano o le scelte che dovremo fare, una cosa è assolutamente certa: sapere chi siamo e capire il rapporto che ci lega gli uni agli altri, oltre che al mondo che sta al di là, ci conferisce un vantaggio evolutivo di cui forse i nostri antichi avi non hanno potuto usufruire quando dovettero affrontare scelte simili alle nostre. Grazie a questo vantaggio, possiamo far pendere a nostro favore la bilancia della vita. E tutto ha inizio dalla nostra consapevolezza delle più profonde verità della nostra esistenza, e da come ogni giorno ci affidiamo a quelle verità per compiere tutte le nostre scelte.

Gregg Braden

 

La Verità Nascosta - Deep Truth
La Verità Nascosta – Deep Truth
Sulle origini dell’umanità e il suo destino futuro

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