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Intervista a Maurizio Cavallo

Maurizio Cavallo (JHLOS) pittore e giornalista specializzato nella ricerca del paranormale, medium egli stesso, vive fin dall’età di sette anni, fenomeni inquietanti. Nel 1981 è protagonista di un abduction (rapimento) da parte di esseri di un altro pianeta, esperienza che comporterà un radicale, traumatico mutamento nella sua vita… Ha in seguito, altri incontri con gli E.T. dai quali apprende conoscenze strabilianti riguardanti il passato ed il futuro dell’umanità e le leggi che governano l’universo. La sua esperienza di contatto è narrata nei suoi tre libri “Oltre il Cielo”, “Alle Sorgenti del Tempo” e “Fulgori dall’Abisso”, ed. Verdechiaro. (altro…)

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Le statue dell’isola di Pasqua hanno anche un corpo!

Le statue dell’isola di Pasqua non hanno ancora svelato tutti i loro segreti. La scoperta non è recente, ma nelle ultime settimane è stata di nuovo rilanciata: le statue dell’isola di Pasqua hanno un corpo. Mentre probabilmente la loro fama deriva sopratutto dalla loro enorme ed enigmatica testa, queste statue hanno ancora in serbo numerosi altri segreti. Più della metà della loro dimensione è risultata interrata, corpo e mani erano infatti celati dal terreno.

Se si attribuisce la scoperta delle parti interrate delle statue alla coppia Routledge, un gruppo privato di ricerca ha recentemente sotterrato una statua che ha mostrato di avere anche numerose scritte sul tronco. (altro…)

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Carlos Barrios: un nuovo punto di vista sul 2012 e la profezia dei Maya

Carlos Barrios è nato da una famiglia spagnola a El Altiplano, in Guatemala. E’ un antropologo, autore del libro intitolato, in spagnolo “Kam Wuj: El Libro Del Destino”, che ha avuto un enorme successo e sta per essere tradotto e pubblicato in inglese.

Barrios abita a Huehuetenango, anche dimora dei Maya, la tribù di Mam. Con altri Maya ed altri depositari di tradizione, i Mam trasferiscono parte delle tradizioni maya, vengono considerati custodi del tempo, autorità in merito a ragguardevoli calendari che sono antichi, eleganti e rilevanti.

Barrios è uno storico, un antropologo ed un indagatore. Dopo aver studiato per 25 anni con gli “anziani della tradizione”, dall’età di 19 anni, è anche diventato un Ajq’ij della tradizione Maya: un sacerdote cerimoniere e guida spirituale del Clan dell’Aquila. Anni fa, con suo fratello Gerardo, Carlos iniziò una ricerca nei vari calendari Maya. Ha studiato con molti insegnanti. Dice che suo fratello Gerardo ha intervistato quasi 600 “anziani” della tradizione Maya, perché potessero cosi ampliare lo spazio della loro conoscenza. (altro…)

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I tubi di Baigong

I tubi di Baigong sono uno dei misteri più affascinanti del pianeta, e forse uno dei meno conosciuti in assoluto. I tubi di Baigong sono delle strutture che somigliano a condutture scoperte nei pressi del monte Baigong, a 40 km di distanza dalla città di Delingha nella provincia di Qinghai, Cina.

Queste condutture, che mostrano evidenti tracce di composti ferrosi, risalirebbero ad un periodo compreso tra i 70.000 ed i 150.000 anni fa, quando l’essere umano trovava difficoltà nell’accendere un fuoco, figuriamoci a manipolarlo per la fusione dei metalli.

I tubi di Baigong vengono considerati come un perfetto esempio di artefatti OOP (out-of-place, artefatti non coerenti con il loro contesto temporale e tecnologico). Le teorie spaziano da antiche civiltà sconosciute, dotate di tecnologie pari a quella in possesso del genere umano nel XX° secolo, fino a artefatti di natura extraterrestre. Ma manca davvero una spiegazione razionale a queste strane formazioni? (altro…)

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I Nuraghi di Torralba e le Pleiadi

È possibile che, già 3.500 anni fa, i nuragici avessero un grado di civiltà così avanzato da conoscere i fenomeni celesti? Augusto Mulas, agrotecnico di Ozieri con la passione per l’archeologia, non ha dubbi: sì. Lo dimostra, dice, il complesso nuragico di Torralba, in cui i nuraghi ricalcano perfettamente la disposizione della costellazione delle Pleiadi. La sua tesi, di quelle destinate a far discutere, Mulas la illustra con abbondanza di esempi nel suo «L’isola sacra. Ipotesi sull’utilizzo cultuale dei nuraghi» (edizioni Codanghes) in cui per la prima volta l’ipotesi che i nuraghi potessero, fin dall’origine, essere concepiti come luoghi di culto arriva da un archeologo: lo stesso Mulas, appunto, che alle spalle ha studi classici con indirizzo archeologico e la partecipazione a numerose campagne di scavo. Il libro è stato al centro venerdì di un incontro al Caffè Savoia, allestito da Agorà Nuragica. «Già ai primi del’900 – ricorda Augusto Mulas – archeologi come Taramelli parlavano dei nuraghi come di fortificazioni». Davanti alla loro possenza – prosegue – è comprensibile che anche gli archeologi arrivati dopo, tra cui Giovanni Lilliu, propendessero per quest’ipotesi. (altro…)

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Karahunj: La Stonehenge dell’Armenia

Gli armeni antichi usavano diversi attrezzi telescopici per mappare il cielo notturno.In questo articolo parleremo in modo approfondito di un centro astronomico in particolare,quello di karahunj uno dei più antichi osservatori al mondo.

Carahunge o Karahundj, Zorakarer è di 3, 500 anni più vecchio di Stonehenge e 3, 000 anni più vecchio delle piramidi egiziane. La superficie totale dell’osservatorio è di 7 ettari,il sito si trova su un promontorio roccioso vicino Sisian . Circa 223 tombe di pietra di grandi dimensioni sono state trovate in quella zona. Secondo molti archeologi che hanno visitato karahunj hanno stabilito che,il sito è stato ” un tempio con un grande osservatorio molto sviluppato . Il tempio era dedicato al Dio armeno Ari Dom l’equivalente Dio del Sole Orus venerato dagli egizi , il sito è stato datato intorno al 7600-4500 anni a.C. In tutta l’Armenia,e in particolare la regione montagnosa di Zangezur, è ricca di resti preistorici. Nelle varie regioni della provincia diSisian si trovano molti monumenti megalitici, che sono tra le più antiche strutture in pietra mai erette . Esempi di questa cultura megalitica sono i dolmen e le simili pietre menhiriche a Anghelakotiche che appartengono al secondo millennio a.C.

Non dovrebbe essere una sorpresa per chi conosce qualche aspetto della storia armena, l’astronomia è una parte importante della cultura nazionale. simboli Sun, segni zodiacali, e antichi calendari predominarono nella regione, mentre il resto del mondo stava nascendo culturalmente parlando compresi Egitto e Cina ,i primi simboli cosmici ha cominciato a comparire sul lato della montagna Geghama Range intorno al 7000 a.C. (altro…)

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Le grandi sfere di pietra della Nuova Zelanda

Salviamo i massi di Silversdale!

di Martin Doutré

Nuova Zelanda – Per quasi quarant’anni, gli automobilisti che guidano fra Orewa e Silverdale sono stati intrigati da un insieme di massi sferici enormi a lato dell’intersezione che conduce alla penisola di Whangaparoa.

I massi, varianti da circa 3 a 10 m di circonferenza, erano argomento di considerevole polemica e di discussioni quando furono scoperti nel 1971. A quel tempo, si stava costruendo una nuova autostrada fra Silverdale e Orewa e l’ostacolo principale era la collina di Silverdale. Mentre il bulldozer e le altre macchine tagliavano la parte superiore della collina, incontrarono un insieme di circa di dozzina di grandi massi. Da allora in poi, il bulldozer hanno dovuto tagliare via il terreno che circonda le pietre per esporle. Successivamente i massi sono stati spostati giù al lato occidentale della collina, dove sono stati disposti in bell’ordine.

Ma c’era un problema esasperante da risolvere. I massi sferici enormi erano “concrezioni„, che possono “svilupparsi soltanto„ in un ambiente sedimentario del mare in milioni di anni. Per certi aspetti si sviluppano come una perla si sviluppa in un’ostrica. Una piccola pietra o un pezzetto di conchiglia, che si trova nel fango del mare, è rivestita da uno strato sottile di calcare e di sabbia, che poi s’indurisce col passare del tempo. (altro…)

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Misteriose strutture di pietra in Medio Oriente

Tutti hanno familiarità con le famose “Linee di Nazca”, una serie di disegni tracciati nel deserto peruviano visibili solo dall’alto, ma ben pochi sanno che anche il Medio Oriente ha la sua personale (e ben più vasta) piana di Nazca, con migliaia di strutture di pietra disseminate tra la Siria e l’Arabia Saudita.

Questi geoglifi, ora visibili grazie ad un programma fotografico aereo, hanno una grande varietà di design, con un aspetto in comune costituito da un cerchio dotato di raggi al suo interno. Gli archeologi credono che possano risalire ad oltre 2.000 anni fa, e hanno un diametro che varia da 25 a 70 metri.

“Nella sola Giordania abbiamo strutture di pietra molto più numerose delle Linee di Nazca, estese su un’area più vasta, e molto più vecchie” spiega David Kennedy, professore di storia classica e antica alla University of Western Australia. (altro…)

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